Vocal/Easy Listening

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La voce: lo strumento per eccellenza. Forse il primo strumento in assoluto. La voce attraversa le epoche ed i generi: Frank Sinatra, Sarah Vaughan, i Manhattan Transfer... sono soltanto tre delle mille icone per le quali “la voce” coincideva con l’anima. E il cosiddetto “easy listening” è uno dei territori - forse non il più “autorevole”, ma di certo quello più rilevante commercialmente - nel quale il talento delle voci classiche del jazz e del pop si è declinato. Parliamo di anni Quaranta e Cinquanta: l’alba della pop music come la conosciamo oggi. Il momento in cui le grandi orchestre stavano per cedere il passo alle “band” ed ai teen-idol che avrebbero animato i sogni adolescenziali dagli anni Sessanta in avanti. Personaggi come Dean Martin (“That’s Amore” il suo successo più universale), Jackie Gleason, Ray Conniff... e naturalmente anche Burt Bacharach, forse il compositore per musica da film (specializzazione: genere commedia brillante) più grande di tutti i tempi. Nomi tutt’altro che dimenticati, ma che - anzi - proprio per la carica di ottimismo senza riserve e di fiducia nell’avvenire che sapevano infondere alle loro creazioni ed alle loro interpretazioni, sono adorati  da tutto il movimento cosiddetto “lounge”, che della nostalgia per la passata Età dell’Oro ha fatto la propria bandiera.

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