The Sex Pistols

Dopo di loro il mondo della musica pop non è più stato lo stesso. Ma non solo quello: anche il mondo della moda (le produzioni di una esordiente Vivienne Westwood per la boutique “Let It Rock” dove nacquero i Pistols) e del design (le raffinate citazioni lettriste di Jamie Reid, il grafico che curò l’immagine delle copertine dei dischi) furono influenzati dal ciclone Sex Pistols. In poco più di un anno di vita - dal novembre 1976 al gennaio 1978 - i Sex Pistols, sotto la guida del loro mentore, manager e padre-padrone Malcolm McLaren, riuscirono a rubare una gigantesca somma in denaro sotto forma di anticipi da due case discografiche, pubblicare un disco, girare un film, insultare l’Inghilterra dagli schermi della BBC, farsi beffe di un’isitituzione nazionale come la Regina madre, sputare ed essere sputati dal pubblico dei loro pochi ma incisivi concerti, far credere al mondo di aver inventato il “punk” (primato che in realtà spetta ai newyorkesi Ramones e Richard Hell) e - infine - passare alla storia. La malinconica coda di concerti “revival” organizzati a più riprese negli anni Novanta e Duemila (l’ultima è del 2007) sono in realtà - per quanto dignitosi sotto il profilo artistico - ben poca cosa in termini di “pop” e dei stile. Mai come in questo caso la parola “fine” sarebbe dovuta essere quella pronunciata - con un misto di arroganza e liberazione - al principio del 1978, quando il mito e la leggenda erano ancora tutti da costruire.
fdl
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Artista
The Sex Pistols
Città
London
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