Una delle più grandi voci “soul” (e non solo) di tutti i tempi, Otis Redding fu - ed ancora oggi continua ad essere - un’ispirazione irrinunciabile per tutti quei musicisti il cui desiderio è smuovere qualcosa nel cuore e nell’anima degli ascoltatori. Meno morbido di Marvin Gaye e certo non così “funky” come James Brown, Redding si ritagliò uno spazio proprio grazie alla sua “rozzezza” ed alla sua umanità. Performer caldo e generoso, totalmente incapace di risparmiarsi una volta che era salito su un palco, Redding era capace di valorizzare anchegli errori e le incertezze della propria voce quando cantava, ad esempio, “I've Been Loving You Too Long”. La morte lo raggiunse alla criminosamente giovane età di ventisei anni, nel 1967, in un tragico incidente aereo sui cieli di Madison, Wisconsin, nel quale perì anche l’intera sua band di supporto, The Bar-Keys. Soltanto tre giorni prima aveva registrato quello che sarebbe diventato il suo più famoso successo di sempre, “(Sittin’ On) The Dock Of The Bay”, quella con il famoso intervallo “fischiettato” che sarà anche campionato dai De La Soul sul finire degli anni Ottanta.

fdl


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