Orbital

Le due formichine marziane - cioè Phil e Paul Hartnoll, i “fratelli Gallagher della techno inglese” - si danno un gran daffare dietro i loro synth. Ronzii, ritmini, sequenze melodiche: un po' rave e un po' performance nell'aula magna del conservatorio. E intanto tre video-schermi rimandano scritte allarmiste come in un remake lillipuziano di Zooropa degli U2: "Remember Earth Clearly", ricordatevi chiaramente la Terra; "Monsters Exist", i mostri esistono. Certo che esistono, sono qui tra noi. Indistinguibili dalle persone "normali". Poi scene di videogiochi velocizzate fino all'emicrania, segnali stradali; e sotto la musica più celestiale che sia dato di ascoltare in questa vita. All'inizio sembra quasi di ascoltare un disco: suono perfetto, senza sbavature. Bellissimo ma - come dire - un po' poco coinvolgente. Poi, tutt'a un tratto, misteriosamente, tutti quanti si entra simultaneamente in risonanza con il loro "mood". E le cose cambiano. I brani si incastrano uno nell'altro come si fosse veramente ad un rave mentre i due fratellini in tenuta da formichina marziana (cioè occhiali muniti di antennine luminose utili a loro per vederci nel buio della scena) si dondolano a tempo sopra la strumentazione elettronica. Lontani un migliaio di anni-luce dallo sterotipo kraftwerkiano del musicista narciso e robotico, visti così i due fratellini Orbital fanno soprattutto tenerezza. Eppure le loro composizioni sono quanto di più avanguardisticamente competente (proprio nel senso accademico) si sia potuto ascoltare nel campo della musica elettronica lungo tutti gli anni Novanta. Michael Nyman e John Cale sono lì, dietro l'angolo. Poi però succede che, quando ti aspetteresti come minimo una partitura di Ligeti rivisitata acid-house, dagli speakers venga fuori invece la voce campionata di Belinda Carlisle che canta "Heaven is a place on Earth", sempre più irriconoscibile ad ogni nuovo passaggio fino a trasformarsi in un balbettio indistinguibile. "Monsters exist", come no, i mostri esistono. E che bello sapere che i fratellini possiedono anche il senso dello humor...
fdl
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