Moby

Moby ha la faccia da serial killer in incognito. Una faccia alla Kevin Spacey in “Seven”, o meglio ancora in “I Soliti Sospetti”. La faccia di uno che non alza mai la voce, che tiene gli occhi bassi, ma che al tempo stesso ha chiaro in mente il suo perverso progetto criminoso. Non alzare mai la voce e tenere gli occhi bassi sembra essere per Moby una specie di regola di vita. Non è semplice timidezza, sembra piuttosto un complicato modo per tenere a bada un ego che, lasciato libero di manifestarsi, farebbe di lui un Mick Jagger dei tempi d’oro, un Elton John, un Jim Morrison. Ad ogni buon conto, di lasciar manifestare il proprio ego Moby ne avrebbe tutto sommato il diritto. Specie da quando, nel 1999, da produttore “dance” popolare presso una ristretta cricca di appassionati Moby ha ottenuto l’upgrade ad artista da dieci milioni di copie vendute. L’album si chiamava “Play”, ed è probabile che ne conosciate almeno un paio di canzoni (anche se magari non sapete che sono canzoni di Moby), perchè una buona metà sono diventate colonna sonora di spot pubblicitari. Nel 2002 ha replicato con “18”: identica la formula (ballate elettroniche, voce vagamente gospel) ed uguale successo in termini di presenza negli spot pubblicitari, anche se stavolta il mercato ha risposto in maniera meno entusiastica (“solo” quattro milioni di copie vendute).
Altre storie che invece non si sanno sul conto di Moby (che lui non racconta, ma che vengono fuori scavando un po’): è rimasto orfano di padre all’età di due anni, suo padre è morto in un incidente stradale successivamente rivelatosi un suicidio mascherato, è cresciuto in povertà in una zona dove invece la ricchezza pro-capite è abbastanza alta (il Connecticut) ed era un ragazzino triste e solitario. Adesso che il ragazzino triste e solitario è diventato un uomo di successo, lo spettro del passato sembra fare capolino nel suo oscillare tra la luce dei milioni di dischi venduti e il buio del proprio “understatement”.
Altre storie che invece non si sanno sul conto di Moby (che lui non racconta, ma che vengono fuori scavando un po’): è rimasto orfano di padre all’età di due anni, suo padre è morto in un incidente stradale successivamente rivelatosi un suicidio mascherato, è cresciuto in povertà in una zona dove invece la ricchezza pro-capite è abbastanza alta (il Connecticut) ed era un ragazzino triste e solitario. Adesso che il ragazzino triste e solitario è diventato un uomo di successo, lo spettro del passato sembra fare capolino nel suo oscillare tra la luce dei milioni di dischi venduti e il buio del proprio “understatement”.
fdl
Immagini
Notizie su Moby
Artista
Moby
Nome:
Richard Melville
Cognome:
Hall
Stato
CT
Città
Darien
Homepage




