Il «na-na-na» del suo favoloso singolo del 2001 “Can’t Get You Out Of My Head” ha affascinato davvero tutti: da insospettabili musicisti indie (i Flaming Lips, per dire i primi  che vengono in mente) ad autorevoli studiosi di popular culture come Paul Morley, che a quel pezzo ha dedicato un ponderoso saggio di alcune centinaia di pagine intitolato “Metapop”. Quel singolo è come avesse resettato la biografia di Kylie, al punto che occorre quasi fare uno sforzo - oggi - per ricordare come la sua esistenza di starlette del pop abbia inizio ben prima, nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la giovane attrice australiana di soap-opera entrò nel magica macchina per successi dei produttori Stock, Aitken & Waterman uscendone fuori a bordo di hits strepitose come “I Should Be So Lucky” e “The Loco-Motion”. Altri tempi ed altra qualità (anche se l’album del 1994 “Kylie Minogue” andrebbe riscoperto).
Passata nel 2005 anche attraverso la difficile prova di un tumore al seno, Kylie - meno “perfetta” di Madonna ma proprio per questo più affascinante - è senza alcun dubbio una delle figure più interessanti della cultura pop del nostro tempo.
Curiosità: scelta in un primo momento per interpretare il ruolo della dama Galadriel - la Signora di Lothlorien - nella trilogia cinematografica del “Signore degli Anelli”, Kylie è stata in un secondo momento scartata a causa della sua bassa statura, quando il regista Peter Jackson ha fatto notare che il personaggio richiedeva una presenza fisica maestosa e imponente...

fdl


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