Everything But the Girl

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Narra la leggenda che “Everything But The Girl” (“tutto meno la ragazza”) fosse il nome di una boutique al centro di Hull, città della quale erano nativi il chitarrista e polistrumentista Ben Watt e la cantante Tracey Thorn. L’esordio fu all’insegna di un pop jazzato, molto minimale (quasi solo chitarra e voce) e piacevolemte retrò, parzialmente nel solco di quel versante - il meno spericolato, e decisamente per nulla tecnologico - della new wave inglese a cavallo degli anni Ottanta che ebbe i suoi nomi di spicco in Sade, Working Week, Style Council e Matt Bianco. Di grande successo lungo tutto il decennio Ottanta, nel decennio successivo gli Everything But The Girl operarono un radicale - eppure al tempo stesso splendidamente coerente - cambiamento di rotta in direzione elettronica. Il punto di svolta fu il remix del singolo “Missing” realizzato da Todd Terry nel 1994 - destinato a diventare un classico della house - seguito da album completamente orientati al trip-hop e (soprattutto) al drum’n’bass.
Interessanti - ed ancora una volta perfettamente coerenti al progetto principale - le collaborazioni soliste di Tracey Thorn con i Massive Attack e i mix-album di Ben Watt nelle vesti di dj (i due volumi della raccolta “Lazy Dog”, ispirata alla omonima serata gestita da Watt tra il 1998 e il 2003 al Notting Hill Arts Club di Londra).

fdl


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