Non tutti sanno che i Duran Duran non sono nati nei famosi “anni Ottanta“, ma parecchio prima, nel 1978, in piena esplosione punk londinese. Cresciuti a Birmingham ed ispiratisi, nel nome, al professore cattivo del kolossal pop-fantascientifico anni Sessanta “Barbarella”, i Duran Duran cavalcarono l’onda del riflusso “new romantic” (abiti da damerini dell’Ottocento inclusi) regalando al mondo un paio di album davvero notevoli ed altri forse un po’ meno riusciti. “Planet  Earth”, “Rio” e “Hungry Like The Wolf” sono hit che rimarranno per sempre come specchio di un’epoca e di una capacità di scrittura che affonda le sue radici nell’archetipo-Beatles, mentre le successive (su tutte: “Wild Boys”) sono forse più forma che sostanza. La qualità della band si è del resto rivelata nel loro album del tardivo ritorno alle scene - “The Astronaut” del 2004 - arguto nella scrittura e decisamente a la page nei  suoni.

fdl


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