Uno dei momenti fondanti degli anni Ottanta - se uno ce n’è - è sicuramente il video di “Do You Really Want to Hurt Me” dei Culture Club: quello attraverso il quale il mondo fece la conoscenza con uno strano essere un po’ clownesco ed un po’ transgender - Boy George - che nel video caracolla sul bordo di una piscina guardando scultorei corpi maschili al  sole, e viene successivamente (per questa ragione, si arguisce) portato di fronte al giudizio di un magistrato d’altri tempi, con toga, parrucca bianca e tutto il resto. Abilissimi, nella loro breve carriera, di mescolare atosfere reggae e caraibiche al pop artificiale” di moda in quegli anni, i Culture Club meriterebbero forse oggi una approfondita riscoperta critica. Non così la successiva carriera solista di Boy George che (complicata anche da ricorrenti problemi  con la droga) non regalerà mai alcun momento realmente memorabile.


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